Programma

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Su questa pagina potete leggere il nostro programma, sviluppato su 4 tematiche: partecipazione, benessere sociale, rigenerazione urbana e cultura.

PARTECIPAZIONE

Dove:

Dare importanza alla partecipazione vuol dire investire sui luoghi, su spazi fisici di incontro, partecipazione e aggregazione. Noi pensiamo a:

– Case di quartiere. Il percorso partecipativo che abbiamo immaginato e che vogliamo provare a costruire insieme presuppone incontro fra cittadini, associazioni e Amministrazione. Non investimenti irrealizzabili, ma recupero di spazi già a disposizione del Comune, in primis le ex sedi circoscrizionali.

Chi:

Dare importanza alla partecipazione vuol dire investire sulle persone, su personale qualificato che sappia gestire e strutturare il percorso che abbiamo in mente. In particolare:

– Delegato di quartiere. In questi anni questa figura ha sofferto per la mancanza di un ruolo e di un campo d’azione ben definito. Da qui vogliamo partire: compiti chiari e una rete di strutture, risorse e collaboratori di cui avvalersi.

– Impiegato amministrativo. Come detto, il peso di questo progetto non può gravare solo sul delegato di quartiere. Vogliamo investire su dipendenti comunali a supporto del delegato, ma che siano anche gestori degli spazi messi a disposizione del cittadino e vengano formati per saper riprodurre il percorso della partecipazione.

– Assessore con delega alla partecipazione. Segno evidente dell’impegno del Comune per la partecipazione, un Assessore dotato di tale delega è fondamentale per fare da garante al percorso partecipativo e da regista dei rapporti fra i vari attori coinvolti.

Rapporto comune-cittadino:

Dare importanza alla partecipazione vuol dire costruire e strutturare canali istituzionali di ascolto e dialogo fra cittadino, associazioni e Amministrazione. Per questo immaginiamo:

– Sportello. Il delegato e l’amministrativo sono l’orecchio attento del Comune e garantiscono una finestra di ascolto settimanale all’interno degli spazi della Casa di quartiere. Non quindi un corpo estraneo, ma persone che vivono e conoscono il quartiere e sono a disposizione all’interno di uno spazio che dovrà col tempo diventare centro riconoscibile e affollato della vita di quartiere.

– Assemblee. Strutturate, periodiche, legittimate. Il delegato di quartiere e l’impiegato amministrativo hanno la responsabilità di convocarle, i cittadini hanno il diritto di richiederle. Non solo momento che crea comunità, ma anche istituto dotato di concreta influenza nella definizione delle priorità del quartiere e nel processo decisionale delle infrastrutture più rilevanti.

– Giunte nei quartieri. Momento fondamentale del rapporto anche fisico fra Amministrazione e città. La Giunta svolge periodicamente una seduta in uno dei quartieri, durante la quale si confronta con il cittadino e affronta nel dettaglio le priorità che sono emerse dalle assemblee.

 

Rapporto comune-terzo settore:

Dare importanza alla partecipazione vuol dire considerare il ruolo imprescindibile delle associazioni no profit nel tessuto sociale del territorio. Riconoscimento, cooperazione e responsabilizzazione sono concetti che devono guidare l’azione dell’Amministrazione:

– Censimento. Il mondo associazionistico è estremamente vario, è necessaria una mappatura articolata in base a pochi ma rilevanti punti: scopo sociale, radicamento, attività svolte e ricadute sul territorio, obiettivi raggiunti e persone coinvolte. Non una valutazione asettica dunque, ma frutto di un ascolto attivo del quartiere.

– Bandi per più soggetti e spazi comuni per associazioni. La cooperazione fra associazioni è imprescindibile e l’ente pubblico deve stimolarla con tutti i mezzi a sua disposizione. La competizione per le risorse è nociva per il territorio, ma vitale per le associazioni; ecco perché bandi per più soggetti rispondono ad esigenze di coesione del Terzo settore, ma anche di efficienza dell’impiego dei finanziamenti. Altro elemento di promozione della coesione fra soggetti è sicuramente la disponibilità di spazi comuni, spazi da recuperare all’interno delle Case di quartiere.

– Tavoli tematici. Si tratta di uno strumento già sperimentato in passato ma con scarsi risultati. L’analisi delle cause di tale fallimento va approfondita, ma sicuramente la competizione fra organizzazioni no profit è uno dei punti deboli di questo modello. Il ruolo dell’Amministrazione va dunque ripensato ed essa deve porsi come soggetto in grado di facilitare la costruzione di reti ed occasioni di collaborazione fra associazioni.

 

RIGENERAZIONE URBANA

 

Sviluppo economico

L’economia della città, passata negli anni da realtà emporiale a centro multi- servizi, richiede nuovi strumenti come il marketing territoriale per essere soggetto attivo e riconosciuto per lo sviluppo del territorio.

Punto focale di sviluppo economico, logistico e di terziario avanzato sono i Consorzi Industriali. L’ex-ZIU (Zona Industriale Udinese) ora allargata anche all’area di Osoppo, di Cividale e di Porto Nogaro, un’area con oltre 300 imprese e 10.000 dipendenti di cui Udine è socio di maggioranza relativa.

Con le competenze del Distretto delle Tecnologie Digitali e di Friuli Innovazione si svilupperanno servizi avanzati per le imprese e i cittadini.

Udine può crescere creando nuovi posti di lavoro e imprese sempre più all’avanguardia.

 

Disegno urbano

Un nuovo “disegno urbano” per riconfigurare la città con strumenti e progetti necessari a costruire nuove relazioni

Nell’epoca della dematerializzazione digitale e del cambiamento permanente bisogna favorire nuovi approcci metodologici all’interno dei quali nuovi modelli spaziali uniti ad una politica per la residenza finalizzata al recupero del patrimonio residenziale esistente rimettano in moto l’economia e il commercio di prossimità

La qualità dello spazio pubblico come il luogo della cittadinanza, tessuto connettivo improntato ai principi della “città attiva” (ovvero una città che sia di stimolo a comportamenti attivi e sani), a misura di bambino, accessibile, privo di barriere architettoniche

“Al mattino il centro non si deve riempire, si deve risvegliare”

Riqualificazione

Riempire gli spazi vuoti, ridare vita a intere porzioni di città

Considerando le estesissime aree dismesse delle ex caserme presenti in città, la presenza di numerosi immobili pubblici e privati in stato di abbandono, il problema può essere affrontato in modo efficace solo se alla elaborazione del progetto si affianca la strutturazione economico-finanziaria degli interventi da realizzare. Questo richiede da parte di tutti i soggetti coinvolti, amministratori, strutture tecniche del comune, imprese e professionisti, uno sforzo anche culturale per acquisire le necessarie competenze

Utilizzo di fondi pubblici destinati alla riqualificazione delle aree, e alla progettazione di nuovi spazi, funzioni, comunità: dal social housing, agli spazi multi funzione (culturale, abitativo, commerciale), alle strutture per il Terzo Settore, le possibilità in campo sono tante e richiedono percorsi di progettazione innovativi e partecipati

La zona est della città è attraversata da una tratta ferroviaria di superficie che con la dismissione del passaggio dei treni puntiamo a riqualificare con un progetto partecipato per una nuova mobilità ecologica

Veloci, ovunque

La città ha bisogno di una mobilità più moderna ed efficace, che incentivi sia gli strumenti di mobilità collettiva sia l’uso della bicicletta, riorganizzando gli orari della città per ridurre la congestione del traffico, secondo le migliori pratiche nazionali e europee

Proponiamo un piano innovativo di mobilità per il trasporto pubblico per velocizzare gli spostamenti in città, così da rendere l’autobus un mezzo accessibile, affidale e competitivo in grado di connettere con efficacia tutti i punti della città in maniera omogenea: collegare in massimo 15 minuti i nodi principali della città

Lo sviluppo di modalità di trasporto privato condiviso (es.: car sharing; car pooling) anche verso gli hub produttivi come la ZIU (es.: ridefinizione delle linee del trasporto urbano)

Il rafforzamento della rete dei percorsi ciclabili secondo un piano generale dando priorità alle direttrici che dai quartieri portano al centro

La bicicletta per la mobilità quotidiana (casa-lavoro e casa-scuola) e per la fruizione dei beni ambientali

Il cicloturismo come risorsa per una città all’altezza delle importanti ciclovie di interesse europeo, nazionale e regionale che l’attraversano Committente responsabile

BENESSERE SOCIALE

 

In considerazione della perdurante condizione di crisi economica caratterizzata da mancanza di lavoro, da povertà in crescita dalle fasce marginali ai ceti medi, al crescente disagio abitativo ed alla povertà educativa, con aumenti della fragilità della popolazione è necessario ripensare al sistema di welfare, passando dall’intervento individuale, sul singolo problema ed allargare le progettualità possibili su 2 versanti:

– agire su gruppi ampi di popolazione in condizioni di fragilità

– modificare le modalità di intervento “tradizionali” del Servizio Sociale per esempio con azioni di community hub, creando anche sinergie attive per l’integrazione socio/sanitaria

Proposte operative:

Servizio di assistenza domiciliare innovativo e spazi del servizio sociale innovativi

Per tutti i cittadini si prevede nelle singole azioni il raccordo stretto con la parte sanitaria, specialistica ed infermieristica. Anche il sistema di accesso al Servizio può diventare innovativo tramite lo sviluppo di 2 azioni:
a) piattaforma interna (es. simile a wemi.milano,it) che veicola l’accesso online al sistema dei servizi domiciliari erogati dagli Enti accreditati presso il Comune.
b) creazione di spazi informali (es. caffè letterari) dove possano essere raccolte le domande in maniera più informale, gestiti in collaborazione con soggetti dell’associazionismo e del privato sociale e che si possano configurare come “nuovi luoghi del welfare“ nei quali far convivere molte e diverse funzioni. Da un lato quella più tipica del servizio sociale che è il segretariato sociale (primo contatto, decodifica della domanda, filtro ed invio) ad altre più innovative quali caffè letterario (con inserimento lavorativo di persone fragili)

Nello specifico il Servizio di assistenza domiciliare innovativo ipotizza la suddivisione in cinque aree :
1. Benessere della persona (assistenza e cura della persona, assistenza infermieristica, consulenza psicologica ed orientamento, consulenze professionali, visite e trattamenti specialistici con forte integrazione socio /sanitaria.
2. Sostegno alla famiglia (assistenza e cura degli anziani, consulenza psicologica e mediazione, consulenze professionali, educazione e cura dei bambini e dei ragazzi, sostegno alla disabilità)
3. Gestione delle attività domestiche (cura del verde, piccole commissioni, piccole manutenzioni, ristrutturazioni ed arredi, pulizia della casa, sgomberi e traslochi)
4. Socializzazione e condivisione:
– servizi CONDIVISIONE : acquisto e consegna farmaci a domicilio, acquisto e consegna spesa a domicilio, assistenza familiare condivisa (baby sitter, badante) ritiro ricette e referti medici, supporto allo studio
– servizi SOCIALIZZAZIONE: attivazione fisica, attività ricreative anche con personale specializzato, laboratori esperienziali
5. Economia personale (incontri di gruppo e/o individuali con assistenti per l’economia personale di qualità , supporto personale)

Ulteriori Proposte:

Progettualità: condomini solidali

– costruire insieme ai comitati ed ai cittadini dei condomini dove ci sono persone con fragilità esperienze progettuali di condominio solidale.

– Un laboratorio permanente e replicabile finalizzato a migliorare la coesione interna e lo stare nel condominio (dalle piccole riparazione necessarie, alla cura degli spazi comuni, all’aiuto reciproco per i diversi bisogni della vita quotidiana).

Progettualità innovativa

(da attivare in forma singola, duplice e/o tutte e tre contemporaneamente in base alle esigenze / bisogni rilevati):

– assistente di condominio (compiti di far la spesa, pagare bollette , acquistare frutta e verdura al mercato, accompagnamenti per più persone, ecc. )

– infermiere di condominio

– badante di condominio

 

CULTURA

 

Un progetto globale (di lungo periodo):

Udine s’identifica come città multiculturale, transfrontaliera, internazionale, in cui il “Sistema cultura” è fondamentale per:

far Crescere la cittadinanza (formazione, innalzamento del livello culturale medio, miglioramento e sviluppo dell’eccellenza);

– Includere tutte le fasce della comunità e valorizzare sia singolo che collettività;

– Innovare fondendo input artistici e tecnologici, sperimentando e collaborando;

– Accogliere: cultura strumento d’eccellenza per la mediazione e l’integrazione sociale;

– Dialogare: costruzione di reti e per “fare sistema”;

– Valorizzare l’eccellenza (I festival cittadini, il sistema dei teatri…) la tradizione, i mestieri, l’artigianato (di tradizione e artistico), gli spazi “indecisi” e i luoghi abbandonati, da convertire anche per la produzione della cultura (Ex GAMUd…);

– Entusiasmarsi: benessere, felicità, soddisfazione personale e collettiva tramite l’esperienza culturale.

Città universitaria e per i giovani.

Continuare a far crescere una visione articolata, in dialogo con tutte le realtà, di una città in cui i servizi e le opportunità, anche quelle culturali e del tempo libero, siano comode e di altro profilo, rendendo la città attrattiva nazionalmente e verso l’estero (Erasmus e altri progetti europei).

Motore di attrazione turistica ed elemento di inclusione e partecipazione

– Turismo – Percorsi SLOW per valorizzare la città, all’insegna della sua storia artistica

Valorizzazione di Udine come baricentro del Friuli, terra che contiene 4 siti UNESCO (Cividale, Palmanova, Aquileia e Dolomiti)

Costruzioni di pacchetti adatti alle diverse esigenze turistiche, con priorità per la FAMILY EXPERIENCE in città, all’insegna della mobilità lenta, integrando cicloturismo, enogastronomia e valorizzazione dell’artigianato di tradizione (antichi mestieri e storia della città).

– Percorsi turistici che “attraversino” la città per esaltare le figure artistiche più importanti del territorio e gli aspetti culturali d’eccezione: Tina Modotti, Arturo Malignani, Giovan Battista Tiepolo, Pierluigi Cappello (Centro di ricerca per la poesia), “Udine capitale della guerra/della pace”, “Architetture della modernità. I grandi architetti udinesi”, la collezione Luxardo – la “grande guerra illustrata”

Cultura accessibile, per tutti

– “Incluseum”: esperienze museali aperte a tutte le fasce e tipologie di pubblico, coniugate con modalità di fruizione che tengano conto anche della vita familiare e lavorativa

Progetti di cultura stratificata, che rispetta le varie espressioni della società, intesa sia come cultura collettiva bene immateriale (testimoniato da azioni concrete) di tutta la città, ma anche la cultura individuale: bene singolo, che valorizza le capacità e le attitudini di ognuno

Investimento sul personale museale e sulla valorizzazione delle professionalità specifiche alle singole aree (competenze tecniche e di eccellenza)

Comune come attore di politiche coordinate fra grandi attori della vita culturale cittadina (Festival, teatri…), il modo dell’associazionismo e cittadinanza, favorendo la ricaduta nei quartieri e non solo nel centro cittadino

Abbandono del concetto di “periferie” in favore di dinamiche inclusive di “quartiere”, attuate sulla base di percorsi di memoria storica (specificità del singolo quartiere e raccolta dei suoi documenti orali, testuali, fotografici, filmici…), per narrare una storia cittadina in costante dialogo fra centro e quartieri: “Memorie condivise”, che sappiano sanare anche le ferite del tempo (dismissione militare…)

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